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Riflessioni
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PRESERVAZIONE VIDEOLUDICA: QUELLO DI CUI NESSUNO PARLA

di Cristian Mazzini

13 settembre 2026 — Lettura da 5 minuti

immagine pres videol

Oggi vi voglio parlare di un argomento che ormai è in corso da decenni soprattutto su PC ma che solo ultimamente è venuto particolarmente a galla a seguito delle decisioni drastiche di PlayStation.

LA MIA ESPERIENZA PERSONALE

Io sono sempre stato contro al digitale, ho sempre preferito collezionare e di conseguenza giocare ai vari titoli esclusivamente in versione fisica e se non esisteva piuttosto non li compravo.

Per molti magari sarà esagerato ma per me è sempre stata una questione di principio, volevo essere tutelato in quanto consumatore, ma soprattutto come collezionista ed appassionato del media.

Ormai da un po’ di tempo mi ero rassegnato, sempre meno giochi venivano rilasciati in fisico e quelli che uscivano venivano venduti a prezzi folli e soprattutto nella quasi totalità dei casi non contenevano tutti i dati di gioco ma solo una piccola parte, il resto ti veniva installato tramite internet, rendendo pressoché inutile possedere quelle copie a scopo di collezionismo o semplicemente preservazione.

Ho scelto di passare al PC al 100% a partire da metà giugno, quindi molto recentemente, mi sono fatto un PC veramente potente con NVIDIA RTX 5080, Ryzen 7 9800x3D e 32GB di RAM, insomma, volevo poter giocare a tutti i giochi senza alcun compromesso tecnico e grafico.

Da una parte avevo perso il formato fisico e la collezione (che tanto ormai erano inutili) ma dall’altra parte ho guadagnato più serenità dovuta alla mancanza di ansia constante legata a se quello o quell’altro titolo avesse il fisico, sarebbe uscito in fisico o se fosse tutto sul disco o meno… ormai, non mi interessava più.
Così ho iniziato a farmi la mia “collezione” digitale su Steam. (La questione della collezione è più forte di me ahah).

Ho iniziato a ricomprare i miei giochi preferiti e quelli in super sconto, riempendomi anche di tanta spazzatura solo per fare numero, mentre i giochi usciti successivamente li ho presi tutti lì, insomma, ho messo in pensione la PS5.

Neanche a farlo apposta, una settimana dopo, Sony ha annunciato che a partire da gennaio 2028, concluderanno la produzione di giochi fisici sulle sue console, subito ho pensato: “godo, allora ho fatto la scelta giusta, che coincidenza” ma poco dopo l’annuncio, come si poteva immaginare, è accaduto il putiferio sui social.

Gente che ha iniziato ad insultare Sony sotto ogni post, silenzio stampa dell’azienda, nessuna dichiarazione ufficiale e le prime discussioni sul tema di cui parliamo oggi, LA PRESERVAZIONE VIDEOLUDICA.

disc to digital

IL VERO PROBLEMA DEL DIGITALE

Non starò qui a farvi il discorsetto trito e ritrito sul problema che causa il digitale sulla preservazione futura dei videogiochi e non solo, dell’iniziativa STOP DESTROYING VIDEOGAMES o altro perché è pieno di video e contenuti a riguardo su internet.

Quello di cui voglio invece parlare, è qualcosa che informandomi non ho sentito quasi nessuno dibattere o lamentare.

Per quanto il PC siano 20 anni che non ha il fisico non dimentichiamoci però che nonostante noi ogni volta che acquistiamo un gioco non lo possediamo davvero ma ne “noleggiamo” la licenza d’uso, c’è anche un problema legato ai launcher di terze parti delle varie software house, gli account di terze parti delle stesse e il DRM anti-pirateria ormai quasi sulla totalità delle produzioni AAA.

Aziende come Rockstar Games, Ubisoft ed EA per citarne solo alcune tra le più famose, fanno uso di launcher di terze parti, ciò significa che i giochi che acquistiamo ad esempio su Steam o Epic Games sono legati ad un account di terze parti, se tra 10 anni una di queste software house fallisse o semplicemente chiudesse per motivo X o Y, senza patch per rimuoverli (di cui non sono obbligati, in quanto non esistono al momento leggi che tutelino i consumatori finali) perderemmo la quasi totalità delle loro produzioni.

Chiaramente parliamo di casi ipotetici assurdi, perché la probabilità che ad esempio Rockstar Games possa chiudere o fallire penso siano praticamente 0, solo i pre-ordini di GTA VI sono milioni e milioni ed è il gioco più atteso della storia, quindi la questione non è sul pratico ma sull’ennesima conferma che noi non possediamo nulla e che da un giorno all’altro ci possono rimuovere la libreria digitale.

Chiaramente alle aziende non conviene, si inimicherebbero tutti i clienti ed in ogni caso ci sarà sempre qualcuno che tramite modding o pirateria riuscirà a far tornare questi giochi passando attraverso questi sistemi, ma il discorso non cambia il fatto che sia molto triste che una persona debba in un futuro ipotetico basarsi sull’illegalità per poter giocare ad un gioco che ha regolarmente acquistato coi propri soldi.

La stessa Microsoft nei suoi giochi fa inserire la mail obbligatoria per poter giocare, senza, il gioco non è avviabile.

Il problema “minore” per assurdo sono i DRM anti pirateria (come Denuvo) in quanto spesso vengono inseriti solo per un primo periodo dall’uscita, oppure anche rimanessero, in caso il gioco per qualsiasi motivo dovesse non essere più supportato dalla software house in questione, tramite una patch sarebbe possibile rimuoverlo o aggiungere una modalità offline.

Questo problema è nato dal precedente di The Crew 2 a causa di Ubisoft, sono state rimosse addirittura le chiavi dalle librerie digitali degli utenti, questo scalpore che si era un po’ sopito è tornato fuori a seguito dei recenti avvenimenti.

stop killing games immagine

IN CONCLUSIONE

In conclusione, considero che fasciarsi la testa ancora prima di rompersela sia controproducente per la nostra sanità mentale, nel mio piccolo cerco sempre di acquistare giochi che non richiedano launcher o account terzi, per il DRM ci ho già rinunciato e confido (ottimisticamente) nella bontà delle aziende in un’evenienza futura. (Lo so, sono un illuso)

In alternativa ci sono servizi come GOG che offrono giochi a buon prezzo e senza DRM, ma per quanto riguarda le aziende che fanno uso di launcher o account secondari possiamo farci ben poco e sperare nel potere del consumatore in quanto capace di limitare l’acquisto come forma di protesta ma ci credo poco, oppure eventuali patch future, eventuali leggi che tuteleranno i consumatori e nel peggiore dei casi, la pirateria.

Spero che questa riflessione possa esservi stata utile per comprendere meglio la situazione in cui ci troviamo oggi ed il mio pensiero personale, non mi reputo assolutamente un esperto ma sicuramente uno che si interessa all’argomento e che lo tocca profondamente. Grazie per essere arrivati fin qui, ci sentiamo alla prossima.